Anatocismo: una deliziosa ricetta per tenere in forma il conto corrente

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La nostra ricetta per l’Anatocismo

Prendete un conto corrente, meglio se di buon invecchiamento, diciamo dai primi anni ’90 (grandi annate!) fino ai primi 2000, aggiungete un contratto di conto corrente (o di apertura di credito) giusto per individuare il tasso concordato con la banca, un foglio informativo (che nessuno sa bene a cosa serva ma c’è…), un documento di sintesi ben scritto in caratteri microscopici e naturalmente in termini incomprensibili, e da ultimo un ingrediente indispensabile: un bel mazzo ben fresco di “profumatissimi” estratti conto ossia la vera “contabilità” del rapporto.

Condite il tutto con una buona dose di interessi passivi, rigorosamente capitalizzati ogni tre mesi ed ecco che la nostra creazione, ricca e saporita, è pronta per essere servita!
Un bel conto corrente nutriente (per la banca….) e ricco di interessi anatocistici, ovvero soldi nostri in mani altrui, pagati in eccesso alla banca e non dovuti e che, di propria iniziativa, nessuno ci restituirà mai.
Sorge spontanea la domanda: perché mai visti i tempi, solo noi “a dieta”?
Non potrebbe “dimagrire” un po’ anche la nostra banca giacché nel tempo potrebbe essersi nutrita in eccesso di soldi nostri?

Nel contratto di conto corrente si legge:

“I conti che risultino anche saltuariamente debitori (in rosso…) vengono chiusi contabilmente, in via normale, trimestralmente e cioè, a fine Marzo, Giugno, Settembre e Dicembre” il che tradotto significa che ogni tre mesi la banca ricalcola il saldo del nostro conto applicando gli interessi non solo al capitale ma anche al capitale più gli interessi maturati in precedenza.

In questo modo gli interessi producono altri interessi finendo per essere esponenzialmente sempre più elevati.
Peccato che la Cassazione, con sentenze che hanno fatto storia, abbia affermato che quella di applicare ogni tre mesi gli interessi non era né legge né uso normativo, ma negoziale; insomma una prassi e come tale, quindi, illegittima.

Tuttalpiù la capitalizzazione poteva essere annuale, con buona pace del loro chef e di questi piatti tanto pesanti da digerire…
Per semplificare, un correntista che nel periodo ’93-’03 sia stato “scoperto” di 10.000 euro al tasso medio del 10% (annuo) con la capitalizzazione trimestrale si è visto addebitare 16.868,57 d’interessi mentre senza capitalizzazione ne avrebbe (correttamente) dovuti pagare 10.005,48.

Per capirci, non sarebbe meglio fossero stati in tasca nostra questi soldi?

Perfetto, d’accordo, ed ora che si fa? In altre parole è vero che le banche ci debbono restituire dei soldi?

Si, a patto che glieli si chieda con forza; sarà banale ma di loro spontanea volontà, sia chiaro, le banche non ti rendono un bel niente!

Due clausole contrattuali contenute nel contratto di conto corrente in genere sono annullabili se non nulle; quelle sul tasso indeterminato ovvero mai pattuito e quella che prevede la capitalizzazione trimestrale, di solito sono all’art.7 commi secondo e terzo.

Esse sono nulle e danno diritto alla restituzione degli interessi corrisposti e non dovuti, chiaro?

Dunque seguendo bene ogni passaggio con questa semplice e nutriente ricetta, stupirete i vostri commensali, la banca su tutti, servendo un bel “piatto freddo” che farà tanto bene al nostro portafogli, alle nostre tasche.
Attenzione: diffidate sempre dalle indicazioni contenute sulle confezioni bancarie: ingredienti, dosi ed apporto calorico sono quasi sempre sbagliati, inoltre sono piene di controindicazioni!

    • sull’estratto conto vediamo spesso numeri poco comprensibili e soprattutto ben difficilmente riusciamo a capire esattamente quanto ci costa un conto corrente.
    • Il tasso d’interesse che la banca dice di applicare sul denaro che ci presta, è solo la punta dell’iceberg perché in realtà vanno sommate una serie di ulteriori voci come la commissione di massimo scoperto (sula carta l’hanno abolita in realtà le hanno solo cambiato nome) le spese di tenuta conto, le spese diverse, le spese per operazione, le commissioni e le spese di chiusura…
    • le possibili ritorsioni poi (nessuna banca realmente minaccia i suoi correntisti, tuttavia se accadesse…) sono un’arma drammaticamente spuntata; l’anatocismo è un reato, il ricalcolo degli interessi un diritto e qualsivoglia azione vessatoria della banca incontrerebbe azioni sia in civile (danni) sia in penale (estorsione) quindi schiena dritta e nessuna paura!

Il solo manuale di cucina che indispensabilmente vi servirà si chiama “perizia econometrica”, l’autentico e solo “tesoretto” che vi consentirà di battere la banca sul suo stesso terreno, quello dei numeri.

Serve una mano in “cucina”?

Contattateci senza esitazioni, attraverso il form, chiamandoci allo 0240042042, o semplicemente mandandoci una mail, consulenza ed analisi preliminare per stabilire se, come e quanto sono completamente gratuite e senza impegno.
Non vi resta che chiamare MuSA, apparecchiare la tavola, e voilà….con la ricetta contro l’anatocismo il vostro piatto sarà un successo e piacerà a tutti ….o quasi*
*la banca lo troverà un po’ indigesto, ma pazienza…

PS: gli ingredienti necessari per la ricetta, non scadono praticamente mai, avete tempo fino a 10 anni dalla chiusura del rapporto per riavere quanto vi spetta.

Buon appetito!

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