Banca e casa: per gli istituti il nuovo business è il mattone

Banca e Casa

Banca e casa: fra le conseguenze della crisi del 2008, l’inatteso binomio che mette paura alle agenzie immobiliari.

La crisi economica che dal 2008 ha colpito ed ancora colpisce il nostro paese ha ovviamente interessato anche le banche le quali però hanno saputo prontamente reagire modificando in brevissimo tempo finalità, scopi e filosofie.

Esse infatti abdicando all’originaria funzione di “sostegno dell’economia reale” hanno diversificato i loro business avocando a sé ad esempio, attività normalmente presidiate da altri intermediari sostituendosi mediante delle vere e proprie “invasioni di campo”, parecchio discutibili.

E’ il caso ad esempio, del fiorentissimo mercato nato anni orsono dall’unione di banca e casa ed in cui le principali banche, in pochissimo tempo, hanno dato vita a potenti ed organizzatissime reti di agenzie immobiliari dotate sin da subito di mezzi e strumenti superiori alla concorrenza.

Un passo indietro.

Negli anni d’oro del mercato immobiliare, diciamo fra il 1994 ed il 2009, le banche stringevano alleanze definite “strategiche” con tutte le società di intermediazione immobiliare rincorrendo a colpi di provvigioni (ed altre prebende…) i migliori operatori immobiliari per accaparrarsi la fetta maggiore della torta.

Le relazioni con le reti immobiliari venivano definite “convenzioni d’oro” indispensabili per vendere quei mutui ipotecari con cui gli Italiani coronavano il sogno di diventare proprietari di una casa.

Forti del loro presidio territoriale ed incoraggiate dal sistema bancario, le reti ben presto iniziarono a lucrare commissioni non solo per aver messo in relazione acquirente e venditore (mediamente il 3% da ciascuno) ma anche (e diremmo soprattutto) per avere proposto quel particolare mutuo ipotecario senza il quale la vendita ben di rado, andava a buon fine.

In base agli accordi con la banca, una volta erogato il mutuo, agli agenti veniva retrocessa una commissione (mediamente fra lo 0.50 ed il 2%) il cui costo, ovviamente, ricadeva poi sul cliente.

Ma questo non era tutto.

Trattare “in guanti bianchi” le reti di intermediazione immobiliare non era poi così difficile stante il fiume di denaro che scorreva.

Ben consapevoli del loro potere difatti, le banche vendevano sistematicamente conti correnti, assicurazioni di protezione del credito e polizze vita a premio unico anticipato che spesso aumentavano il debito o peggio venivano finanziate con prestiti aggiuntivi.

D’altro canto, quale cliente poteva rifiutarsi quando l’alternativa sarebbe stata la non concessione del prestito?

Se vuoi saperne di più leggi: La Verità sulle Assicurazioni Abbinate ai Mutui

Alle banche veniva retrocesso circa il 30% del premio pagato per la vendita della polizza e grazie a questo sistema, che tecnicamente si chiama “bundling”, veniva coperto il costo delle retrocessioni agli agenti immobiliari ed in più si alimentava un’economia virtuosa che ha permesso al sistema bancario il realizzo di altissimi margini di guadagno derivanti dal collocamento di prodotti assicurativi.

Peccato che l’unico a pagare per tutti almeno un paio di volte era il cliente.

Con la crisi del 2008, quella che tutti conosciamo come “crisi dei mutui subprime” si certifica però la fine dell’idillio fra banche e società intermediazione immobiliare giacche’ gli istituti di credito, motivati dalla necessità di realizzare nuovi e sempre maggiori guadagni, decidono di allargare lo spettro delle loro attività economiche.

Sfruttando lo stato di disperazione di imprese e famiglie, iniziano a costituire apposite società che fungendo da intermediario propongono la vendita degli immobili provenienti da mutui non pagati, sostituendo di fatto (guadagni compresi) le reti immobiliari nel tentativo di eludere l’esecuzione immobiliare (leggi asta).

L’operazione è semplice: si sfrutta la posizione coercitiva derivante dal titolo esecutivo, si sparge un po’ di terrore verso il mutuatario insolvente, gli si offre una soluzione che in apparenza potrebbe perfino sembrare vantaggiosa e lo si costringe ad accettare un prezzo stracciato pur di liberarsi della pressione estorsiva della banca.

Quest’ultima rientra dell’esposizione del mutuo (di cui si badi bene è già di fatto rientrata mediante l’istituto della cartolarizzazione) ed in più guadagna una doppia commissione di intermediazione che va a sommarsi ai già lauti guadagni ottenuti all’atto dell’erogazione.

La reazione degli agenti immobiliari non si fatta tuttavia attendere tanto che già nel Marzo dello scorso anno è stato presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato denunciando una “violazione della concorrenza e del consumatore” il cui esito è però tuttora pendente.

Presto torneremo a parlare di banca e casa giacché purtroppo la recente riforma delle regole sui pignoramenti immobiliari non promette proprio nulla di buono.

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