Debitore onesto: per lui il piano del consumatore

Debitore onesto: per lui il piano del consumatore

Solo se si un debitore è meritevole il piano del consumatore permette una riduzione parziale del debito.

Tra le procedure della cosiddetta legge “salva suicidi” troviamo il piano del consumatore.

Sembrerà quasi una chimera ma grazie a questa procedura il debitore può liberarsi dai suoi debiti pagandone solo una parte. Il piano consiste in questo: chi in buona fede ha contratto troppi debiti e non è nella condizione di pagarli può rivolgersi al giudice a prescindere dal consenso dei creditori allo scopo di ricevere una riduzione del debito totale.

Il piano del consumatore è diverso dall’accordo con i creditori che prevede il loro consenso e il pagamento dei debiti. Il piano in questione può inoltre riguardare solo i debiti della persona fisica, mentre l’accordo con i creditori vale anche per debiti che di un’attività d’impresa che non abbia i presupposti per fallire.

Lo scopo della legge salva suicidi non è però quello di offrire una soluzione a chi si è sovraindebitato e a svantaggio dei creditori. Se teniamo a mente questo concetto capiamo anche quanto siano determinanti per il giudice le ragioni della crisi e la condotta del debitore.

Il debitore, infatti, può accedere al piano del consumatore solo se si è indebitato senza colpa e sarà egli stesso a doverlo dimostrare. Se la sua istanza non è giudicata “meritevole” può in ogni caso convertirla in una proposta di accordo con i creditori.

Soldi

Se ad esempio le vicende del consumatore parlano di debiti contratti senza cognizione di causa, e a prescindere dalle proprie reali possibilità economiche (come ricorrere a banche e a finanziarie in modo sproporzionato), la stessa legge che tutela il consumatore lo esclude dalla possibilità di usufruirne.

Chi ottiene il piano del consumatore deve essere una persona onesta e in grado di valutare ciò che possiede e quanto può spendere.

Quando il sovraindebitamento è causato da fatti sopravvenuti a prescindere da una condotta onesta rispetto ai propri margini di spesa, si ha invece la condizione ideale per ottenere la tanto agognata riduzione del debito.

Anche per i casi in cui siano già iniziate delle azioni per il recupero di crediti, ad esempio decreti ingiuntivi ed atti di pignoramento, sarà sempre possibile per il consumatore o l’impresa presentare una domanda di ammissione ai benefici della L.3/2012 e risolvere così la crisi da sovraindebitamento.

Quand’anche si trattasse di un pignoramento immobiliare, nell’attesa che il Tribunale omologhi la proposta di ristrutturazione debitoria sarà sempre possibile richiedere la sospensione sia della vendita all’asta dell’abitazione che lo sgombero preventivo della stessa.

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