Esdebitazione: Sentenza storica a Catania.

Esdebitazione / tutela e assistenza in casi gravi di sovraindebitamento: il Tribunale di Catania applica la legge del 2012, riducendo il debito e i tassi d’interesse.

Accade in Sicilia. Il giudice del Tribunale di Catania applica la legge 3/2012 in materia di sovraindebitamento, omologando il cosiddetto “Piano del  Consumatore” a favore di una famiglia sovra indebitata. La sentenza, accolta con entusiasmo dalla Mutua Sociale Ambrosiana, associazione di consumatori da sempre in prima linea per la tutela e l’assistenza legale e fiscale di aziende e privati nella gestione del debito, è destinata a suscitare vasta eco. Una prima importante battaglia contro la cattiva politica delle banche, in grado di concedere prestiti con rate mensili fino a due mila euro con troppa facilità, salvo poi pretendere con ogni mezzo rimborsi non più sostenibili.

La famiglia oggetto della sentenza, originaria di Catania, aveva contratto un ingente debito in seguito alla ristrutturazione dell’abitazione. A fronte di un reddito mensile di circa 1.900 euro, la finanziaria prevedeva invece una rata mensile di 1.600 euro: per un nucleo familiare di quattro persone, il debito impediva anche solo la semplice sopravvivenza.

Il giudice non solo ha ridotto la somma totale del debito (da 112 mila a 72 mila euro con 7 finanziarie e 2 banche) ma, in omologazione al Piano dei Consumatori, ha abbassato il tasso decennale al 2,22%. In pratica il Tribunale di Catania si è espresso a favore non solo della riduzione dell’importo del debito, ma anche delle rate e del tasso d’interesse. La famiglia adesso dovrà versare mensilmente una rata di soli 700 euro per pochi anni dopodiché ogni pregressa posizione debitoria sarà sanata. Con le ritrovate 1200 euro di disponibilità mensile, sarà possibile loro mantenere un dignitoso stile di vita.

Si tratta di una sentenza storica, emessa in Sicilia per la prima volta.

In una situazione come quella attuale, in cui il fenomeno del sovraindebitamento sta assumendo una dimensione sempre più rilevante, il debitore può finalmente sperare di essere tutelato dalla legge.

La legge in questione, sulla quale si è basata la sentenza del giudice, è infatti relativamente recente. Entrata in vigore nel 2012, ha per titolo “ Disposizione in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovra indebitamento”, dove con sovraindebitamento s’intende “una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni”.

Il debitore potrà avere accesso alla 3/2012 solamente una volta in 5 anni con il presupposto basilare della ferma volontà di far fronte alle proprie obbligazioni.

La 3/2012 infatti non è un furbo escamotage per far pari di un po’ di debiti ma al contrario, un moderno dispositivo di Legge che va in soccorso di famiglie ed imprese che pur non avendo più molte risorse, sono comunque decise a ristrutturare in modo sostenibile i propri debiti.

La particolarità della legge è proprio l’estrema tutela rivolta al debitore: il giudice può decidere, per un periodo che non superi i centoventi giorni, di interrompere qualsiasi azione esecutiva nei confronti del debitore, incluso il sequestro conservativo, qualora quest’ultimo abbia effettivamente deciso di ricorrere all’aiuto del Tribunale.

Ed ancora: la legge prevede che il debitore possa stabilire un accordo con i creditori sulla base di un “piano di rientro”, che sarà poi presentato in Tribunale.

Perché la composizione della crisi possa avere successo, ovvero sia accolta dal Tribunale, si potrà proporre un piano rateale in accordo con i creditori o diversamente la liquidazione di beni mobili o immobili sia propri che di terzi.

Il tutto sotto lo stretto controllo del Tribunale e con l’ausilio di professionisti quali il “consulente del debitore” ed “l’organismo di composizione della crisi” che supportano ed accompagnano il soggetto sovraindebitato in un percorso che non esiteremo a definire di rinascita, di rinnovamento, di ritrovata libertà dal giogo del debito.

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