Fallimento: fino a che punto l’ esdebitazione ripara i debiti di una società?

Fallimento: fino a che punto l’ esdebitazione ripara i debiti di una società?

Un decreto di esdebitazione per una società fallita mette al riparo dalle richieste di pagamento dei debiti

Parliamo di esdebitazione, in cosa consiste esattamente? Ma soprattutto, è in grado di sanare tutti i debiti di chi ha dichiarato fallimento?

L’esdebitazione è una facilitazione prevista da parte del Tribunale nei confronti dell’imprenditore fallito.

Grazie a questa concessione è possibile liberarsi dai debiti che sussistono nei confronti di quei creditori non soddisfatti della procedura concorsuale.

L’atto con cui un creditore richiede di essere inserito nell’elenco specifico, allo scopo di ricevere i crediti all’interno della procedura, prende il nome di domanda di insinuazione al passivo e può essere presentata entro l’anno dall’esecutività del primo stato passivo.

I creditori che sono divenuti tali dopo la dichiarazione di fallimento non sono considerati creditori concorsuali.

Per i debiti non soddisfatti nella procedura concorsuale, il fallito non potrà subire azioni esecutive da parte dei creditori.

Per meglio chiarire questi punti, poniamo un esempio in tre fasi

 

1.  Una Snc di cui l’ipotetico Dott. Rossi era socio dichiara fallimento

2.  Il Dott. Rossi è ufficialmente esdebitato

3.  In seguito una società chiede il pagamento di un credito di che ha rilevato da una banca

Come dovrà comportarsi il nostro Dott. Rossi?

fallimento esdebitazione

L’idea che tutti i debiti del fallito siano risolti dall’esdebitazione è inesatta, ma nel caso specifico per legge sono “inesigibili per la sola eccedenza rispetto alla percentuale attribuita nel concorso ai creditori di pari grado”:

 

  • i crediti sorti prima del fallimento e per i quali non è stata presentata domanda di insinuazione al passivo;
  • i crediti che, dopo aver presentato la suddetta domanda di insinuazione al passivo, sono stati poi esclusi con un provvedimento non più impugnabile.

 

Anche per i casi in cui siano già iniziate delle azioni per il recupero di crediti, ad esempio decreti ingiuntivi ed atti di pignoramento, sarà sempre possibile per il consumatore o l’impresa presentare una domanda di ammissione ai benefici della L.3/2012 e risolvere così la crisi da sovraindebitamento.

Quand’anche si trattasse di un pignoramento immobiliare, nell’attesa che il Tribunale omologhi la proposta di ristrutturazione debitoria sarà sempre possibile richiedere la sospensione sia della vendita all’asta dell’abitazione che lo sgombero preventivo della stessa.

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