Il pignoramento e la sua “scadenza”

Il pignoramento dei beni può perdere la sua validità? Quanto tempo ha il debitore per trovare una soluzione ed evitare l’espropriazione forzata richiedendo la sospensione del provvedimento? Ecco cosa dice la legge e come comportarsi caso per caso.

 

Il pignoramento dei beni rappresenta un rischio concreto per chi si trova in una condizione di sovraindebitamento. Quando il debitore non riesce a ottemperare agli impegni economici presi, infatti, il giudice può autorizzare l’espropriazione forzata dei suoi beni in modo tale da consentire al creditore di recuperare le sue risorse attraverso la vendita all’asta. Se oggetto del pignoramento sono somme di denaro, come lo stipendio o il conto corrente, non viene organizzata una vendita ma la liquidità viene accreditata in modo diretto a beneficio del creditore.

Non è sempre facile o automatico, tuttavia, conoscere i tempi che si celano dietro l’avvio effettivo di una procedura di pignoramento e soprattutto capire se quest’ultima è soggetta a una scadenza precisa, un limite temporale superato il quale non è più possibile che i beni del debitore siano requisiti.

In linea generale, il pignoramento del conto corrente, dello stipendio o della pensione non sono soggetti ad alcuna scadenza, mentre le altre tipologie per essere considerate legittime devono rispettare alcuni termini precisi: per il debitore conoscere i limiti e le scadenze è fondamentale, soprattutto per evitare di vivere nell’incertezza e per poter cercare soluzioni che blocchino il pignoramento, anche attivando procedure finalizzate a questo scopo facendo riferimento alle vie d’uscita previste dalla legge. La Legge 3/2012 (detta anche “salva-suicidi”), ad esempio, ha introdotto la procedura di composizione della crisi che consente al debitore di chiedere la sospensione delle misure esecutive in corso.

Qui di seguito una panoramica delle tempistiche relative al pignoramento descritta caso per caso, tenendo conto delle tre diverse tipologie di beni espropriabili.

Pignoramento mobiliare

Quando il pignoramento riguarda gli arredi e gli oggetti di proprietà del debitore, l’iter prevede che quest’ultimo riceva la notifica dell’atto di precetto, una sorta di avviso con cui il creditore offre un’ultima possibilità per saldare i debiti entro 10 giorni al fine di evitare l’espropriazione forzata.  L’atto di precetto, quindi, anticipa il pignoramento vero e proprio ma l’intervento dell’ufficiale giudiziario che consegna il verbale deve avvenire entro 90 giorni dalla ricezione, in caso contrario il creditore deve notificare un nuovo atto. A questo punto, il creditore deve consegnare entro i 15 giorni alla cancelleria del tribunale la nota di iscrizione a ruolo e le copie conformi del verbale, del titolo esecutivo e del precetto. Lo stesso creditore è tenuto a presentare in tribunale, entro 45 giorni, una richiesta di assegnazione o vendita dei beni pignorati. Il pignoramento scade e perde validità se il creditore non esegue queste precise operazioni entro i tempi stabiliti.

Pignoramento immobiliare

Se oggetto del pignoramento sono i beni immobili, come case e terreni, il debitore riceve l’atto di pignoramento vero e proprio da parte dell’ufficiale giudiziario: affinché il pignoramento non perda efficacia il creditore deve trascrivere l’atto nei pubblici registri immobiliari e depositare entro 30 giorni nella cancelleria del tribunale la nota di iscrizione a ruolo, le copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione. Per quanto riguarda la tempistica, inoltre, il pignoramento perde validità se il creditore non deposita l’istanza di assegnazione o vendita degli immobili pignorati entro 45 giorni dal deposito dei documenti menzionati sopra.

Pignoramento presso terzi

Il pignoramento può riferirsi anche ai beni di proprietà del debitore ma disponibili presso un altro soggetto, come il conto corrente, lo stipendio, la pensione o eventuali canoni d’affitto. Al contrario di quanto accade per i beni mobili e immobili, il pignoramento presso terzi non ha una scadenza: il creditore deve notificare la procedura al debitore e agli altri soggetti coinvolti, come il datore di lavoro o la banca. Si terrà poi un’udienza che consentirà al giudice di autorizzare il pignoramento e il conferimento della liquidità al creditore. Questa assegnazione resta valida finché il debito viene completamente estinto, senza alcun termine di prescrizione o scadenza.

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