Pillole contro i primi sintomi di usura su mutuo e conto corrente

Pillole Usura bancaria per il mutuo e il conto corrente

Una recente sentenza del Tribunale di Udine ci ha dato lo spunto per una facile prescrizione di automedicazione utilizzabile ai primi sintomi di usura su mutuo, conto corrente e contratti bancari in genere

Una premessa: come per tutte le malattie complesse se davvero si vuole ottenere una guarigione rapida e definitiva sarà sempre bene rivolgersi ad uno specialista, qualcuno che conosca veramente bene il diritto bancario, la matematica finanziaria e che soprattutto, abbia curato con successo un buon numero di pazienti e MuSA, è certamente fra questi.

Venendo al dunque, cosa ci ha detto di nuovo il Tribunale di Udine?
Semplicemente che per stabilire la presenza di un tasso usurario è sufficiente che quello di mora sia “sensibilmente superiore” alla soglia fissata dalla Banca d’Italia, sentenza n.5961/2013.

Mica poco ci siamo detti dal momento che spiegazione “tecnica” infatti è tutt’altra roba. Semplificare un po’ è possibile, ma non più di tanto visto che alla fine sempre di numeri si tratta…
Facciamo dunque un po’ di “accademia” e vediamo bene come si verifica l’usura in un contratto di finanziamento.

In primis si deve determinare il tasso effettivo globale annuo concretamente pattuito e non i tassi semplici indicati nel contratto.
Il tasso di mora ad esempio, è solo uno di essi e riferisce a capitale scaduto e non pagato ma se vogliamo verificare il superamento della soglia dobbiamo calcolare il tasso effettivo annuo del credito erogato; singolarmente poi la mora non è da considerarsi rilevante se non integrata al tasso corrispettivo.
Viceversa è solo determinando un mutamento nel piano di ammortamento ossia “annegando” tutti i costi connessi all’uso del denaro che si rende possibile la corretta individuazione del costo effettivo del credito ai fini anti usura.

Lo dice anche la giurisprudenza prevalente: il tasso di mora concorre al calcolo del superamento della soglia usura, ancorché nella maggior parte dei contratti non sia contemplato dal Tegm.
Lo afferma anche la Suprema Corte di Cassazione che con la 350/2013 si è pronunciata con limpida chiarezza.
Perché vi sia contezza se un tasso sia usurario o meno è necessario siano compresi tutti i costi ovvero commissioni, remunerazioni, finanche la penale di recesso anticipato, oltre naturalmente alle pattuizioni in caso di mora.

A questo metodo, netto ancorché complesso, il Tribunale di Udine aggiunge un passaggio semplice, un sistema di autodiagnosi diremmo giusto per restare in tema con la metafora di apertura.
Proprio come il termometro che superati i 37 gradi ci avvisa della febbre, secondo il Tribunale di Udine con la sentenza 5961/13, quando il tasso di mora si riveli “sensibilmente superiore” al tasso soglia il responso non può che essere usura.

Il Tribunale ha così sentenziato dopo avere esaminato un contratto per oltre 50 mila euro stipulato nel 2004 al 4.263% (tasso corrispettivo) a si sarebbe sommato un tasso del 12.12% in caso di mora. Risultato: la somma dei due tassi supera la soglia usura (al tempo l’8.4%) pari al Tegm aumentato del 50%.
In altre parole, se anche il cliente avesse saltato tutte le rate e pagato tutte le more maturate, il costo effettivo del contratto avrebbe certamente superato il limite.

Concludendo, coprirsi bene ed avere riguardo di sé, dei propri interessi; non v’è altra strada.
Così come riconosciamo alla prevenzione un valore infinito per la nostra salute accettando ad esempio di sottoporci a periodici check up, per prevenire malesseri e malattie “finanziarie” non possiamo più omettere di verificare lo stato di salute di conti correnti, leasing, mutui e prestiti.
La giurisprudenza dominante conferma la bontà della strada intrapresa da chi come noi, ha deciso di analizzare, verificare e se necessario contestare ciò che il sistema bancario ha somministrato ai propri pazienti spacciandolo per l’unica medicina possibile e che spesso invece ha generato pesanti effetti collaterali.

Il Tribunale di Udine ci offre una interessante alternativa a complessi calcoli di matematica finanziaria ma di base, da “buoni medici”, invitiamo tutti i lettori ad un sano controllo del proprio mutuo, un accurato check-up che tra l’altro, ricordiamo che da noi non costa un bel niente!

MuSA, una medicina alternativa esiste.

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